Renault FCA. Forse l’unico obiettivo non raggiunto da Sergio Marchionne è stato quello di non esser riuscito a trovare un partner industriale e finanziario solido per garantire un futuro sereno al Gruppo FCA. Prima di arrendersi alla malattia tentò di convincere Mary Barra, CEO di General Motors, ad acquisire FCA ma senza riuscirci. Tentò anche l’approccio con gruppi cinesi ma anche in questo caso senza molta fortuna.

Dal giorno della sua prematura scomparsa la famiglia Agnelli, che tramite Exor controlla FCA, ha continuato a cercare un partner che potesse acquisire le attività nel settore auto. 
“Se c’è una partnership, una fusione o un accordo che ci rende più forti, allora sono assolutamente aperto a valutare”, ha detto di recente l’amministratore delegato di Fca, Mike Manley, in un’intervista al Financial Times.

E’ notizia di qualche settimana di colloqui esplorativi con PSA, con cui esiste, fin dal 1978, una joint per la produzione di veicoli commerciali leggeri, per estendere la partnership a livello azionario ma ricevendo scarso interesse da parte dei francesi.

Il Financial Times ha riportato la notizia di contatti molto avanzati con Renault.

L’accordo potrebbe portare la casa automobilistica italo-americana ad aderire all’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, dando la possibilità a Renault di ridimensionare la predominanza di Nissan in termini di fatturato e produzione all’interno dell’Alleanza.
In questi ultimi mesi i giapponesi hanno mostrato insofferenza e fastidio verso gli alleati parigini arrivando a far arrestare Carlos Ghosn, l’uomo che con le sue capacità manageriali salvò Nissan dal fallimento e la portò in dote a Renault contribuendo a creare un gruppo che sarebbe arrivato ad insidiare Volkswagen e Toyota come maggior produttore di automobili al mondo.

Al momento sembra che i vertici di Renault non abbiano coinvolto quelli di Nissan in questa trattativa. Da diversi mesi sono in corso trattative per riuscire a trovare un equilibrio anche in vista della creazione di una nuova società che incorpori le 3 case del gruppo, Renault, Nissan e Mitsubishi.
L’attuale struttura rimane sbilanciata, con Renault che detiene il 43% delle azioni di Nissan e ha pieno diritto di voto, mentre Nissan detiene il 15% delle azioni della Renault ma nessun diritto di voto e lo Stato francese con il 15% ma con il 28% dei diritti di voto.

FCA riaprirebbe a Renault il ricco mercato nord americano e garantirebbe la presenza ai francesi nelle fasce Premium del mercato, con Alfa Romeo e Maserati.

I disastrosi precedenti storici.
Forse in pochi ricordano che nel 1979 Renault acquistò per circa 200 milioni di dollari (1,5 miliardi di oggi) l’American Motors Corporation (AMC) che all’epoca era proprietaria anche del marchio Jeep. 

Fu il tentativo per entrare sul mercato americano ma che ebbe poca fortuna anche per colpa di scelte commerciali un pò azzardate.
I francesi decisero di proporre agli americani l’intera gamma europea, con l’R5, R17, R18, le R9 rinominata “Alliance” (vi ricorda qualcosa questo nome?)

Renault FCA

Fuego, anche in versione cabriolet, la Encore R11, e la R21. 

Renault FCA
Inoltre i francesi rivisitarono anche la Jeep Cherokee, importandola in Europa e dotandola del motore turbodiesel da 2068 cm3, adottato dalla R25 e R18, che però si dimostrò molto fragile ed inaffidabile a causa dell’elevato peso della fuoristrada a stelle e strisce.

L’avventura oltre oceano si concluse nel 1987 quando la Chrysler rilevò tutte le attività dai francesi e chiuse i marchi AMC e Renault in America del Nord.

Ma un altro, disastroso, esempio di ciclicità storica potrebbe tornare a far capolino se l’accordo tra Renault e FCA dovesse andare a termine coinvolgendo anche Nissan.
Nel 1983 l’Alfa Romeo, oggi parte integrante di FCA, ma all’epoca di proprietà dello Stato Italiano tramite l’IRI, decise di competere nel redditizio segmento di mercato C inventato da Volkswagen con l’introduzione della Golf.
La Casa del Biscione però non aveva la possibilità economica per sviluppare un progetto ex novo e decise di scegliere un partner industriale che potesse fornire delle scocche da abbinare alla base meccanica dell’Alfasud.
La scelta ricadde su Nissan che mise a disposizione la Pulsar N12. Fu creata una jont venture denominata Alfa Romeo Nissan Auto e il modello che andò in produzione venne battezzato con l’acronimo dell’accordo, ovvero ARNA.

La nuova unità produttiva viene sita in un apposito stabilimento costruito in tempi record a Pratola Serra, in provincia di Avellino, anche se parte del processo, relativo all’innesto della meccanica, viene terminato nello stabilimento dell’Alfasud a Pomigliano d’Arco. La macchina definitiva sarà un’integrazione tecnica delle due vetture: carrozzeria, retrotreno, interni, plancia e sedili sono della Nissan, con qualche modifica minore. Il motore boxer 4 cilindri 1.2 da 63 cv, la trasmissione e l’avantreno sono quelli dell’Alfasud.

Le vendite di questo modello furono davvero misere. In quattro anni uscirono solo 53.047 scocche molte delle quali rimaste a lungo invendute.

Nel 1987  la nuova dirigenza Fiat, nel frattempo subentrata ad IRI nel controllo dell’Alfa Romeo, decide lo stop immediato e definitivo della produzione

Questi due esempi d’incroci tra Renault, Jeep, Nissan ed Alfa Romeo non sono sicuramente incoraggianti però è anche vero che la futura aggiunta di FCA vedrebbe l’Alleanza diventare il più grande Gruppo automobilistico globale, con 15,6 milioni di vendite combinate all’anno, molte di più dell’attuale leader Volkswagen, che lo scorso anno ha venduto 10,8 milioni di automobili.


title : Renault tratta l’acquisizione di FCA
updated : Maggio 26th, 2019
updated_iso8601 : 2019-05-26T12:57:56+02:00
author : Ale Marino