Immatricolazioni auto giugno 2019. Il mese di giugno, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è chiuso con una flessione del -2%, totalizzando 171.626 immatricolazioni rispetto alle 175.273 del pari periodo 2018 e portando il primo semestre ad archiviare una perdita del -3,5% a 1.082.197 (1.121.649 nel primo semestre 2018).

A giugno sono in declino sia il canale dei privati che quello delle società che perdono rispettivamente -4% e -10,9% su base tendenziale, mentre nel progressivo da inizio anno 2019 si registra un modesto +0,8% per i privati e -21,4% per le società. Nel mese di giugno tengono, invece, le immatricolazioni a società di noleggio con +12,5%. Tra le tipologie di alimentazione continuano a cedere volumi in modo massiccio il diesel (-22%) e il metano (-28,7%), con la rappresentatività del diesel che a giugno è scesa al 41,7% mentre tra gennaio e giugno la perdita di immatricolato ha superato le 141.000 unità (-23,5%), con una quota di mercato del 42,6%. Specularmente crescono i veicoli a benzina (+27,4%), ibridi (+19,4%), gpl (+2,6) ed elettrici (+231,4%). A livello di carrozzeria, nel primo semestre sono in flessione tutte le tipologie, ad eccezione di suv e fuoristrada che crescono del +7,1%.

Immatricolazioni auto giugno 2019

Immatricolazioni auto giugno 2019

Negli ultimi tre giorni del mese è stato immatricolato circa il 45,6% del totale mercato (nei due mesi precedenti la percentuale era stata intorno al 38%), mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le elaborazioni Dataforce, hanno rappresentato il 14,2% dei volumi di vendita mensili.

Immatricolazioni di autovetture per marca – Giugno 2019

“Considerando che nel confronto con giugno dello scorso anno va conteggiato un giorno lavorativo in meno, l’immatricolato fotografa una situazione di stagnazione confermata dal consuntivo del primo semestre – quello che tradizionalmente dovrebbe esprimere i numeri migliori – in territorio negativo, ipotecando le performance del 2019 che appare sempre di più come un anno di transizione” ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto.

Immatricolazioni di autovetture per gruppi – Giugno 2019

Aggiunge De Stefani Cosentino “Entrando nel dettaglio, risulta evidente che la stagnazione è ben espressa dall’andamento della domanda dei privati che cala nel mese ed è in modestissima crescita nel progressivo dei sei mesi, con un comportamento che è direttamente correlato alla forza delle campagne promozionali: se queste ci sono e mettono valore in mano al cliente, la domanda reagisce positivamente. Crediamo che nel secondo semestre, in assenza di una politica volta al rinnovo del parco con un intervento di largo respiro quale sarebbe necessario, le campagne potranno giocare un ruolo importante per la tenuta del mercato e la sostenibilità del business dei dealer. Atteso che anche il canale delle vendite a società è in flessione e che i km zero tendono a decrescere, ma non per i dealer, dobbiamo registrare che il noleggio esprime livelli di immatricolato nettamente superiori rispetto agli altri canali. Illuminanti al riguardo sono le elaborazioni di Dataforce che evidenziano la forte crescita del noleggio a lungo termine operato dalle società captive. Questo potrebbe comportare l’impossibilità di riduzione degli stock dei dealer, il conseguente abbattimento dei km zero e la creazione di una nuova forma di immatricolazione (nlt) da parte di case automobilistiche per il mantenimento delle quote di mercato”.

Immatricolazioni auto giugno 2019

Immatricolazioni in Italia di autovetture e fuoristrada: Top 50 modelli – Giugno 2019

Struttura del mercato – Giugno 2019

Top 10 per segmento – Giugno 2019

Top 10 per carrozzeria – Giugno 2019

Top 10 per alimentazione – Giugno 2019

Immatricolazioni di autovetture per provincia di residenza del proprietario – Giugno 2019

Il primo semestre, che mediamente copre il 57% dell’immatricolato dell’anno, chiude con una flessione del 3,5% a 1.082.197 vetture, che si confrontano con le 1.121.649 del gennaio-giugno 2018.

In questo scenario, va segnalato un passaggio che sembra testimoniare l’intenzione del Governo di rivedere la fiscalità dell’auto in base all’impatto ambientale generato, come più volte auspicato dall’UNRAE. Nell’ambito del Protocollo di intesa c.d. “Aria Pulita” firmato il 4 giugno a Torino dalla Presidenza del Consiglio, da sei Ministeri e dalla Conferenza delle Regioni, fra le altre azioni relative alla mobilità è prevista una riformulazione del bollo auto sulla base delle emissioni inquinanti della vettura.

“Non può non destare il nostro interesse una misure in tal senso – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – che auspichiamo possa effettivamente determinare un veloce rinnovo del parco circolante, intervenendo sui veicoli più anziani e quindi più inquinanti e meno sicuri, senza penalizzare i veicoli di ultima generazione, innovativi e puliti”.

“Ci auguriamo, inoltre, che questo possa essere un primo passo verso una più generale revisione della fiscalità dell’auto, adottando soluzioni in linea con quelle in vigore nei maggiori Paesi europei ed intervenendo in particolare sulla riduzione delle imposte delle auto aziendali e sull’eliminazione del superbollo. Una riforma davvero “sistemica” del regime fiscale sugli autoveicoli dovrebbe riguardare anche la RC, i carburanti, l’usato, i pedaggi, i parcheggi, e quindi determinare un nuovo assetto che premi effettivamente i veicoli più performanti sotto il duplice aspetto dell’ambiente e della sicurezza”.

Dall’analisi per fascia di CO2, elaborata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, emerge che in giugno – il quarto mese dall’introduzione del Bonus/Malus – hanno segnato un incremento del 205,9% le immatricolazioni di auto fino a 20 g/km di CO2, sostenute dal Bonus ma già in crescita lo scorso anno, mentre risultano in flessione le vetture da 21 a 70 g/km di CO2 (-46,1%), seppur anch’esse incentivate. Continua la crescita di quelle soggette al Malus, oltre i 160 g/km di CO2: +120,1% per quelle da 161 a 175 g/km, +15,2% da 176 a 200 g/km, +85,7% da 201 a 250 g/km, mentre flettono del 3,3% quelle oltre i 250 g/km.

Relativamente al consuntivo dell’intero periodo marzo-giugno, a fronte di un fondo attualmente impegnato di quasi 18,4 milioni di euro sui 20 stanziati per la fase “sperimentale” degli incentivi, gli effetti sulle immatricolazioni di vetture indicano un incremento del 139,1% della fascia fino a 20 g/km di CO2, +14,5% da 21 a 70 g/km, +120,7% per quella da 161 a 175 g/km, +11,8% da 176 a 200 g/km, +87,4% da 201 a 250 g/km, per concludere con un +4,7% per la fascia oltre i 250 g/km.

La struttura del mercato, che da questo mese si arricchisce anche di un’analisi effettuata al netto del noleggio, evidenzia sul fronte delle alimentazioni un calo del diesel del 22,6% che, depurato dal noleggio, sarebbe ancora più profondo e pari a -31,5%. Nel cumulato gennaio-giugno la flessione è del 23,9% (-28% al netto del noleggio) e la quota di mercato scende di oltre 11 punti, al 42,7% del totale. Sempre in forte crescita il benzina: +27,1% nel mese e +24,5% nel semestre (+19,3% e +19,7% al netto del noleggio), intorno al 43% di rappresentatività sia sul mese sia sul cumulato. Un buon incremento caratterizza anche le vetture ibride che segnano un +18,3% in giugno e +30,2% nel semestre (+25,5% e +32,1% depurate dal noleggio), rispettivamente al 5,5% e al 5,3% di quota sul totale. Il Gpl cresce del 2,7% in giugno e del 5,3% nel 1° semestre, abbastanza in linea con le immatricolazioni al netto del noleggio, fermandosi al 6,7% di quota in gennaio-giugno. Il metano perde circa 1/3 dei volumi immatricolati nel 1° semestre, fermandosi all’1,6% di rappresentatività (2% in giugno), in linea con l’andamento al netto del noleggio. Le vetture elettriche crescono di circa il 225% in giugno raggiungendo lo 0,8% di quota, con un incremento dei volumi che sarebbe ancora più ampio se depurato dal noleggio (+402,4%). In gennaio-giugno il +120,2% di incremento sul totale (0,5% di quota) si confronta con il +193,3% al netto del noleggio.

Per quanto riguarda gli utilizzatori in giugno si confermano in flessione gli acquisti dei privati (-4,7%), che nel cumulato mantengono una leggera positività, al 56,1% di quota sul totale (+2,4 p.p.). In crescita a doppia cifra nel mese il noleggio (+12,6%) grazie al forte incremento del breve termine (+35,6%), a fronte di una crescita ridimensionata del lungo termine (+5,7%) che risente del forte calo delle principali società top (-22,7%), controbilanciato dalla crescita sostenuta delle Captive (+65,6%). Nel semestre il noleggio segna un leggero segno più (con il lungo termine in lieve flessione), e una quota che sale al 27,7% (+1,3 p.p.). Le società evidenziano in giugno un calo a doppia cifra (-11,5%), più acuta nel cumulato gennaio-giugno (-21,6%) con una quota che scende rispettivamente al 19,7% (-3,1 p.p.) e al 16,2% (-3,7 p.p.) del totale.

L’analisi per segmento evidenzia nel mese un incremento a doppia cifra per le city car e l’alto di gamma a fronte di un calo degli altri segmenti; scenario confermato anche dall’analisi al netto del noleggio. Il semestre archivia una crescita delle sole city car al 16,5% di quota e un leggero calo delle utilitarie, in crescita al 37,6% del totale. Il segmento C scende al 32% di quota, il D all’11,8%, mentre rimangono stabili rispettivamente all’1,8% e allo 0,3% i segmenti E e F.

Sul fronte delle carrozzerie in giugno crescono solo crossover, multispazio e sportive, mentre nel semestre l’incremento interessa solo crossover e multispazio. Insieme ai fuoristrada i SUV giungono a coprire il 42,2% del mercato di giugno e il 41,1% del periodo gennaio-giugno.

Dal punto di vista delle aree geografiche nel mese l’unica in territorio positivo è il Nord Est, mentre nel semestre segnano tutte un calo. L’analisi al netto del noleggio rafforza la flessione per le due aree del Nord Italia e per il Centro.

Continua l’incremento della CO2 media ponderata a 119,2% nel mese (+4,9%) e 119,8% nel 1° semestre (+5,9%).

Infine, i trasferimenti di proprietà in giugno hanno registrato un calo sostenuto del 10,4% a 322.692 passaggi, al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome di un operatore in attesa della rivendita a cliente), rispetto ai 360.298 dello stesso periodo 2018. Il 1° semestre dell’anno archivia 2.177.217 trasferimenti di proprietà, in flessione del 5,7% verso 2.307.771 del gennaio-giugno dello scorso anno.

Immatricolazioni auto giugno 2019

LE IMMATRICOLAZIONI PER FASCE DI CO2

Fasce CO2(g/km) giu-19 var.% giu.19 vs giu.18
Privati Noleggio Società Totale Privati Noleggio Società Totale
fino a 20 652 410 385 1.447 498,2 67,3 223,5 205,9
21-70 115 116 121 352 -38,2 -62,5 -23,4 -46,1
71-160 90.043 42.844 31.249 164.136 -5,9 9,6 -14,7 -4,3
161-175 1.491 1.347 1.031 3.869 46,6 520,7 96,8 120,1
176-200 568 348 661 1.577 11,8 33,8 10,0 15,2
201-250 307 197 382 886 62,4 155,8 81,0 85,7
oltre 250 67 22 119 208 -26,4 46,7 9,2 -3,3
totale 93.243 45.284 33.948 172.475 -4,7 12,6 -11,5 -2,2

 

     Elaborazioni Metodo UNRAE

UNRAE

Federauto

Immatricolazioni auto giugno 2019


title : Immatricolazioni auto giugno 2019 in calo del -2%
updated : Luglio 1st, 2019
updated_iso8601 : 2019-07-01T18:06:43+02:00
author : Ale Marino